La gestione della privacy è uno dei compiti più onerosi e rilevanti che spettano oggi a chi si occupa di marketing. La quantità di dati personali che vengono raccolti tramite la rete, infatti, deve essere trattata con dei software per la gestione del GDPR (il Regolamento generale sulla protezione dei dati), non solo per non incorrere nelle sanzioni previste, ma soprattutto per creare un rapporto di fiducia tra marchio e cliente, fondato su credibilità, pertinenza e affidabilità.

Nella mia aziende utilizzo software per GDPR  che avvisa gli utenti di siti web e applicazioni per dispositivi mobili quando i loro dati personali vengono registrati e condivisi eventualmente con terze parti. Una recente indagine condotta da iProspect segnala che l’88% dei marteker in tutto il mondo ritiene la gestione della privacy e l’aumento della fiducia in genere una priorità .

Sebbene esistessero molto prima che il GDPR fosse concepito, le piattaforme di gestione del consenso (o CMP) hanno avuto un maggiore sviluppo e un’ampia diffusione da quando i responsabili del trattamento dei dati di ogni sito web o app per mobile le hanno dovute utilizzare per sottostare a una normativa sulla gestione della privacy sempre più stringente. I software per la gestione dei GDPR da me utulizzati, infatti, non forniscono solo l’infrastruttura tecnica necessaria per ottenere la conformità, ma aderiscono anche all’Interactive Advertising Bureau Europe consent framework, che standardizza il processo per ottenere il consenso dei consumatori a raccogliere e condividere i loro dati con i fornitori del settore ad tech.

Le CMP automatizzano gran parte del processo di autorizzazione, ma rimane a carico dei marketer:

  • Determinare la versione del consenso al trattamento dati che intendono offrire (scegliendo tra consenso di baseintermedio o avanzato).
  • Garantire che le politiche di raccolta, archiviazione e condivisione dei dati siano conformi agli standard internazionali di pubblicità digitale.
  • Garantire l’osservanza delle leggi sulla privacy e stabilire e mantenere prove cartacee di conformità.


Così si  impedisce l’esecuzione di tag che non sono stati esplicitamente autorizzati dagli utenti, garantendo ai marketer il rispetto delle loro politiche di raccolta dati.

You cannot copy content of this page