Le perizie informatiche in tribunale sono attività che vengono svolte da professionisti specializzati verticalmente su tematiche relative a digital forensics e cybersecurity. Si tratta di consulenze mirate che possono essere svolte a supporto di parti civili (privati o aziende) o nell’ambito pubblico a supporto di Magistrati, Procure e Forze dell’Ordine.
Nello specifico svolgo attività di perizia informatica per conto di privati e aziende.

I consulenti che gestiscono le attività di perizia possono essere nominati periti di parte e possono  essere accreditati all’albo dei Periti del Tribunale. Una ulteriore possibilità è anche l’iscrizione alla Camera di Commercio in qualità di tecnici esperti. Per quanto non avvenga quasi mai, è possibile redigere perizie informatiche giurate, nel caso in cui il legale lo ritenga utile nell’ambito di contenziosi giudiziari civili o penali. Le perizie informatiche includono attività molto specifiche quali ad esempio: mobile forensics, network forensics, live forensics… Per ognuna le metodologie per garantire il rispetto delle migliori best practice e il carattere “forense” della prova sono diverse. I periti informatici possono infatti occuparsi del recupero di dati da computer o smartphone, riportando alla luce email ed SMS cancellati. Tra le loro mansioni, può rientrare anche la decriptazione di cartelle protette da password. Le suddette attività professionali possono svolgersi tenendo conto di queste modalità:

  • Accertamenti tecnici ripetibili, in ottemperanza all’articolo 359 del Codice di Procedura Penale;
  • Accertamenti tecnici irripetibili, caso in cui è prevista la nomina di un consulente e la presenza delle parti nel corso delle operazioni peritali.

Perizia informatica forense: quando è necessaria

Le perizie informatiche forensi in tribunale sono necessarie in tutti quei casi in cui si ha a che fare con reati informatici o con illeciti commessi con l’ausilio o verso mezzi di natura informatica.

Le fattispecie come visto nei paragrafi precedenti sono molteplici.. Tra i casi più comuni possiamo citare:
– furto di informazioni riservate (disegni, progetti, liste clienti…) da parte di personale dipendente o collaboratori aziendali
– accesso abusivo a sistemi informatici
– furti di identità e reati informatici mirati ad ottenere un illecito guadagno monetizzando immediatamente l’azione

Il Dr. Marzaduri supporta i legali nell’ottenimento e nella supervisione al CTU nelle procedure di descrizione, e come CTP in sede di accertamenti irripetibili, o in fase di sequestro a tutela del cliente. i
 Negli ultimi anni prima di promuovere un’azione legale, o di sporgere una denuncia/querela, le stesse forze di Polizia possono suggerire il ricorso ad una perizia informatica forense per verificare i presupposti e avere un primo feedback in merito alla possibilità di indagare ulteriormente sul fatto.

Ovviamente anche chi è oggetto della querela/denuncia, privato o azienda che sia, può nominare un perito informatico di parte (CTP) per far valere le proprie ragioni nelle opportune sedi legali. Gli studi legali attivi sia in ambito civile sia in ambito penale fanno sempre più spesso riferimento alle perizie informatiche tribunale. I suddetti output tecnici, infatti, per alcuni reati possono essere considerati come vere e proprie basi sulle quali costruire la difesa o di accusa. 

 

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